I blog "professionali" soffocano la voce dei veri siti amatoriali
Anche sul web, così, la voce della “base” finisce per essere soffocata da chi ha i mezzi e le possibilità per imporre la propria.
Anche sul web, così, la voce della “base” finisce per essere soffocata da chi ha i mezzi e le possibilità per imporre la propria.
L’idea è quella di arrivare alla proclamazione del Miglior Blog Tecnico italiano.
Se hai un blog che parla di tecnologie ed hai voglia di partecipare, tutto quello che devi fare è leggere il regolamento, iscriverti, mettere nei bookmark o nei feed il sito ufficiale e continuare a scrivere cose interessanti.
Il progetto è ambizioso e per giudicare dei tecnici l’amico Cristiano (ideatore del concorso) ha messo insieme davvero i migliori esperti sulla piazza. Ok, qualcuno potrebbe chiedersi cosa ci faccio io nella giuria del concorso, in mezzo a tanti “superespertiturbotuning megarace intercharge turbopowered”.. Ma scusate: è vero o no che in ogni concorso c’è sempre una giuria popolare ?.
La Giuria
- Giovambattista Fazioli (aka Undolog)
- Stefano Mainardi
- Giovanni Francesco Solone (aka Gioxx)
- Andrea Beggi
- Massimo Marino (aka Maxime)
- Matteo Moro
- Riccardo Pizzi (aka PocaCola)
- Paolo Valenti (aka Wolly)
Presidente
Fatevi sotto amici : sarà una bella sfida !
via poca
Se lo chiede Nicolas Carr, celebre blogger e scrittore americano, ma è una domanda retorica: è morte naturale - I maggiori blog, commenta Narvic, sono in via di normalizzazione e di integrazione col mondo dei media « mainstream » e l’ idea che potessero costituire una alternativa si è rivelata illusoria e ingenua.
Ovvero come restare prigionieri del proprio primo giudizio superficiale e finire costretti a proiettarlo sugli altri per il resto della propria vita. Gramo destino.
In The Name Of Blog - Fabio metitieri
(via vanz)
Il blogger spagnolo Julio Alonso, CEO di un network di blog famoso in Spagna, è stato condannato a risarcire la Sociedad General de Autores y Editores per aver ospitato sul suo blog alcuni commenti ritenuti diffamatori. Il blogger ricorrerà in appello.
Ma il bello della rivoluzione digitale è che essa avviene senza spargimento di sangue, e la democrazia è al centro del suo cuore. Tuttavia, come nelle rivoluzioni politiche, l’ establishement la vede come una anarchia pericolosa. Nei fatti, come chiunque può tranquillamente verificare, la democrazia è piuttosto sporca. E’ un po’ caotica. Spesso è illogica. E non obbedisce alle norme.
Io penso che i giornalisti non riescano ad afferrare questa verità. Il blogging, sebbene democratico nello spirito, minaccia l’ ordine prestabilito del giornalismo.
Si scrive “fenomeno del web 2.0 che partecipa a quella grande rivoluzione dal basso che è l’editoria sociale”, ma si legge “blog di merda”. Eh, sì, mi dispiace farvelo sapere in modo così brutale, ma la stragrande maggioranza dei “diari on-line” sta sì attuando una rivoluzione dal basso, ma, purtroppo o per fortuna, a seconda dei punti di vista, dal basso ventre ed anche dal basso fondoschiena. Sì, insomma, più prosaicamente, posso affermare con sufficiente cognizione di causa che il 99,9% dei blogs è finissima merda con più del 99% di pregiati cagao.
Ma vediamone le tipologie, perché ovviamente non tutte le merde hanno la stessa consistenza. Alla fine d’ogni sintetica descrizione troverete il DECA (Dolore Evaquativo Causa Adsense).
Appunti - alla rinfusa... ma con criterio (?) - di Sonia Anepeta, Web Designer Freelance e Consulente e-Learning. Per sapere chi sono e cosa faccio potete visitare il mio portfolio.
Tutto il resto lo trovate sul mio blog dedicato al web design e alla grafica web (e anche ad altro, al web in generale, al blogging, ecc.).
In questo blog non parlo di web design ma, insieme ad altre 4 autrici/amiche, di politica, attualità, cronaca, cultura e molto altro.
Sparpagliamenti digitali (professionali e personali), ovvero identità (multiple) 2.0 in sintesi.