Diritto d'autore, la via francese ancora peggio di quella italiana
Dal primo gennaio 2009 gli utenti Internet francesi colti a violare il diritto d’autore possono perdere la connettività in Rete.
Dal primo gennaio 2009 gli utenti Internet francesi colti a violare il diritto d’autore possono perdere la connettività in Rete.
Chi ha un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale vede all’orizzonte obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste. Soprattutto teme sanzioni penali più forti in caso di diffamazione.
Il governo riforma l’editoria. Burocrazia sul web? Allarme in rete
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
La legge Levi-Prodi e la fine della Rete
Appunti - alla rinfusa... ma con criterio (?) - di Sonia Anepeta, Web Designer Freelance e Consulente e-Learning. Per sapere chi sono e cosa faccio potete visitare il mio portfolio.
Tutto il resto lo trovate sul mio blog dedicato al web design e alla grafica web (e anche ad altro, al web in generale, al blogging, ecc.).
In questo blog non parlo di web design ma, insieme ad altre 4 autrici/amiche, di politica, attualità, cronaca, cultura e molto altro.
Sparpagliamenti digitali (professionali e personali), ovvero identità (multiple) 2.0 in sintesi.