Digg banna decine di utenti per commenti sessisti
Sulla segnalazione di una lista di donne più influenti del web 2.0 gli utenti scatenano flame, e la community interviene.
Sulla segnalazione di una lista di donne più influenti del web 2.0 gli utenti scatenano flame, e la community interviene.
Liborio Butera, insegnante agrigentino, di Cattolica Eraclea, all’istituto tecnico industriale “Quintino Sella” di Biella, è tra i primi, se non addirittura il primo, ad introdurre a scuola gli strumenti del Web 2.0 per un corretto utilizzo di internet.
Spalmano, appiccicano e spiaccicano se stessi e le loro cose in tutta la rete. Sono loro un’enorme rete dalla quale non si riesce a trovare scampo. Impossibile trovare spazi del web vergini e incontaminati. Loro li hanno già occupati tutti. E appena apprendono della nascita di una qualche isola ancora deserta, dopo pochi secondi sono già là. Per primi, che soddisfazione! E pappapero… pappapero!
Sono incubi fatti persona. Sono dei persecutori, potresti sognarteli di notte, di notte potresti vederti correre a perdifiato nel tentativo di sfuggire ai loro nickname dai caratteri cubitali che si espandono come dei giganteschi blob. Sì, sono dei giganteschi blob. Sono appiccicosi, gelatinosi e arrivano ovunque. Sono la mania del social networking all’ennesima potenza, sono l’ossessione duepuntozero, l’onnipresenza duepuntozero, l’egocentrismo duepuntozero, il “quanto sono avanti duepuntozero”. Sono le stronzate duepuntozero.
Hanno sempre un motivo per esserci. Devono… esserci, prima di te, dopo di te, dovunque, comunque. Hanno sempre qualcosa da dire, se non ce l’hanno, la inventano. Alcuni di loro sono delle zucche vuote. Un merito, però, ce l’hanno, sono riusciti a creare il vuoto (pneumatico) 2.0. Rempiono il web delle loro “intelligenti” cose, ma la zucca non si riempie, rimane vuota. Colpa del web 2.0, che non ricambia la cortesia.
Sono la rottura di palle del web… punto, zero e a capo.
{wf esasperata}
Bisogna stare attenti a quel che si dice e si fa online, in altre parole…
{wf con la coscienza a posto, comunque}
Si scrive “fenomeno del web 2.0 che partecipa a quella grande rivoluzione dal basso che è l’editoria sociale”, ma si legge “blog di merda”. Eh, sì, mi dispiace farvelo sapere in modo così brutale, ma la stragrande maggioranza dei “diari on-line” sta sì attuando una rivoluzione dal basso, ma, purtroppo o per fortuna, a seconda dei punti di vista, dal basso ventre ed anche dal basso fondoschiena. Sì, insomma, più prosaicamente, posso affermare con sufficiente cognizione di causa che il 99,9% dei blogs è finissima merda con più del 99% di pregiati cagao.
Ma vediamone le tipologie, perché ovviamente non tutte le merde hanno la stessa consistenza. Alla fine d’ogni sintetica descrizione troverete il DECA (Dolore Evaquativo Causa Adsense).
La canzone del Web 2.0 (Nokia)
Web 2.0, let’s keep it simple
It’s all about connecting people…
… l’operazione ha una logica precisa e rientra in un progetto di più ampio respiro che vede l’azienda investire nel business del navigation device fino a qualche anno fa presidiato quasi esclusivamente dalle Internet company (Ninja Marketing)
What does the growth of search, social apps, and participatory culture really mean for the practicing designer? What behaviors do designers need to address that they didn’t before? Luke Wroblewski addresses these questions and more with an overview of important online trends and their impact on the visual and interaction design of Web services and products.
Appunti - alla rinfusa... ma con criterio (?) - di Sonia Anepeta, Web Designer Freelance e Consulente e-Learning. Per sapere chi sono e cosa faccio potete visitare il mio portfolio.
Tutto il resto lo trovate sul mio blog dedicato al web design e alla grafica web (e anche ad altro, al web in generale, al blogging, ecc.).
In questo blog non parlo di web design ma, insieme ad altre 4 autrici/amiche, di politica, attualità, cronaca, cultura e molto altro.
Sparpagliamenti digitali (professionali e personali), ovvero identità (multiple) 2.0 in sintesi.